LA MORTE E LA FANCIULLA di Roman Polansky, con Sigourney Weaver e Ben Kinsley, 1995

Finita una dittatura militare sudamericana, una donna riconosce in un medico l’uomo che 15 anni prima la torturò e seviziò.

Lo cattura, lo sequestra e lo processa …

Il film allude alla politica, ma soprattutto è centrato sulla ESISTENZA DEL MALE e sulla vittoria dei carnefici  e dei colpevoli nei confronti delle vittime.


A FARI SPENTI NELLA NOTTE, di Anna Negri, un film che mette al centro una storia biografica sulla dislessia, trasmesso il 21 febbraio 2012 alle 21 Rai 1

È una fiction sul tema ancora misterioso della dislessia, con Guido Caprino, Anita Caprioli, Francesca Inaudi.

S’intitola “A fari spenti nella notte“, è prodotta da RaiFiction e andrà in onda in prima serata su RaiUno il 21 febbraio alle 21.10.
Nel 1984, lo sceneggiatore Ugo Pirro scrisse un libro doloroso, Mio figlio non sa leggere, raccontando l’odissea che lui e il figlio Umberto avevano vissuto in totale solitudine nell’universo di una patologia che spesso non veniva neanche riconosciuta. “Solo in Italia avere un figlio dislessico è una tragedia senza qualità che si rappresenta davanti all’indifferenza della scuola e delle istituzioni pubbliche” scriveva Pirro.
Oggi è proprio Umberto Mattone, quel figlio ex dislessico, a essere sceneggiatore, insieme alla moglie neurologa Alessandra Murri, del film affidato alla regia di Anna Negri.
All’epoca, i bambini dislessici venivano considerati semplicemente scemi” dice la Negri. “

Eppure una lista incredibile di grandi geni, come per esempio Churchill, ha sofferto di dislessia durante l’infanzia. Il nostro film parte da un incidente, in seguito al quale il protagonista perde completamente la memoria. Da questo “giallo”, la storia procede a ritroso per risalire alla dislessia come causa del comportamento distruttivo di una persona che non ha metabolizzato quel disturbo infantile”.

Anna Negri ha lavorato a stretto contatto con i protagonisti-sceneggiatori della storia. “Abbiamo parlato a lungo. E Umberto è tornato in quel luogo di disperazione del suo passato. La sua era una famiglia di intellettuali, eppure perfino in un ambiente del genere la presa di coscienza del fatto che Umberto avesse un problema è stata lenta e difficile. Questo viaggio nel trauma lo ha aiutato a fare i conti con il suo passato. Sono felice perché il film gli è piaciuto molto”.

di Monica Capuani

pubblicato su La Repubblice e segnalato dalla Associazione Le Vele di Milano – Segrate


Gosling Ryan


Il caso Thomas Crawford di Gregory Hoblit. Con Anthony Hopkins, Ryan Gosling, 2007

Thomas Crawford ha sparato alla moglie, dopo aver scoperto la sua relazione con un altro uomo, e si è dichiarato subito colpevole.

Willy Beachum, giovane e rampante assistente alla Procura Distrettuale, in procinto di accettare un nuovo lavoro più redditizio presso uno studio legale privato, si assume il compito dell’accusa.

Crawford ha studiato un piano per il delitto giudizialmente perfetto.

Sarà una battaglia di parole e sguardi, ma in ogni cosa c’è sempre una incrinatura



Lady Vendetta – di Park Chan – Wook

storia Geum-ja, una donna che diventa il polo d’attrazione dei media dopo essere stata accusata del rapimento e dell’uccisione di un bambino. La donna, allora ventenne, confessa il reato dopo essere stata ricattata dal vero rapitore, Mr. Baek, di cui è amante. Viene così condannata a 13 anni di prigione, che sconta trasformandosi in una specie di santa: diventa una donna così buona e disponibile che presto prende l’appellativo di “dolce Geum-Ja”. Frequenta la chiesa e aiuta le sue compagne di cella più anziane e deboli.

Ma dopo la scarcerazione indossa una nuova maschera, mettendo in mostra il suo lato oscuro, l’ideale per vendicarsi

da Lady Vendetta – Wikipedia.


Old Boy, di Park Chan-Wook

Viene rinchiuso in una piccola e squallida cella, dalla quale è impossibile fuggire. Dae-su distrutto fisicamente e soprattutto, solo e abbandonato, tenta il suicidio più volte e architetta un piano per scappare, il quale gli richiederà una preparazione lunga ed estenuante. Passa il tempo, quindici lunghi anni, e Dae-su non riesce minimamente a capire chi possa essere ad odiarlo a tal punto da tenerlo prigioniero senza una ragione plausibile.

Ma un giorno, inaspettatamente, viene liberato sul tetto del palazzo costruito nel luogo dove era stato rapito. Da quel momento in poi, la sua vita verrà consacrata unicamente alla ricerca di chi gli ha fatto tutto quel male e della ragione per la quale era stato rinchiuso

da Old Boy – Wikipedia.


Mr. Vendetta (Sympathy for Mr. Vengeance), di Park Chan – Wook, 2002

Ryu è un ragazzo sordomuto che, per pagare le cure della sorella malata, cerca di vendere un rene: truffato dai trafficanti di organi, su consiglio della sua ragazza Yeong-mi organizza il rapimento della figlia dell’uomo che l’ha licenziato. Per un incidente, la bambina muore affogata, ed il padre, Park Dong-jin, dà la caccia a Ryu e Yeong-mi per vendicarsi.

schede:


Whitney Houston, 1963-2012

 

Locandina Guardia del corpo

Guardia del corpo, 1992

Ex agente dei servizi segreti, rinomata guardia del corpo, è assunto da star della canzone, nera e bellissima con figlioletto di otto anni, minacciata dalle lettere di un maniaco.

Fra i due è innamoramento e amore impossibile

A uccidere la Houston è stata la droga o si è tolta la vita?
February 13, 2012 at 10:47 AM
Giorgio Dell’Arti:La morte della grande cantante Whitney Houston a soli 48 anni, come del resto sette mesi fa quella di Amy Winehouse, ci dice qualcosa che già sappiamo e continuamente dimentichiamo: la ricchezza, il successo, la bellezza, il talento non bastano a fare di un uomo o di una donna un essere felice. La felicità è qualcosa di più semplice, talmente semplice da risultare tante volte irraggiungibile.

Come è morta, quella poveretta?

La polizia ci sta lavorando. Il corpo è stato trovato sabato pomeriggio in una stanza al quarto piano dell’hotel Beverly Hilton, a Beverly Hills Los Angeles. Whitney doveva partecipare alla serata dei Grammy, forse il più importante riconoscimento musicale americano. Lei l’aveva vinto sei volte. Sosteneva che era la festa che le piaceva di più… Non si sa chi ha ritrovato il cadavere: la Cnn dice l’ultimo fidanzato, il cantante Raj Jay. L’annuncio è stato dato dalla sua portavoce, Kristen Forster. Tutta la storia è durata una decina di ore: alle 15.55 americane la scoperta del corpo probabilmente da parte di un body-guard, all’una di notte italiana l’annuncio che non c’era più niente da fare. Nel frattempo sono stati fatti vari tentativi per rianimarla. È arrivata la figlia diciannovenne, Bobbi Kristina, e ha litigato con la polizia che non la faceva entrare. Alcuni dicono che Whitney fosse sdraiata in terra. Altri che sia annegata nella vasca da bagno: aveva preso qualche sostanza, aveva bevuto, s’è immersa nell’acqua in quelle condizioni e s’è addormentata, scivolando giù quasi senza accorgersene. È una sequenza abbastanza incredibile, ma è quella più accreditata nel momento in cui scriviamo. Altre fonti riferiscono che la polizia ha trovato in camera molte pillole. C’è come sempre il terrore di pronunciare la parola “suicidio”.

Aveva una qualche ragione per togliersi la vita?

Non c’è mai una ragione per togliersi la vita: persone che si trovano in difficoltà ben più gravi di quelle di Whitney Houston resistono e tirano avanti lo stesso. È certo che però le cose le andavano male. Da una decina d’anni non riusciva più a centrare un successo e l’ultima tournée, quella del 2010, era stata un disastro, specialmente in Australia. Un disastro anche a Milano, peraltro, dove il pubblico aveva generosamente fatto finta di non accorgersi che non era più lei. Ma Eros Ramazzotti aveva abbandonato il concerto a metà serata, dicendo che non valeva niente. L’anno prima Whitney aveva partecipato a X Factor e Mara Maionchi, intervistata ieri, ha raccontato che aveva difficoltà a cantare. Una che stava normalmente tre ottave sopra tutti gli altri! «Si intuiva che era una donna ammalata, magari distrutta dai medicinali, dai calmanti. Voglio dire non c’è bisogno di pensare subito alle droghe. Aveva sempre un’aria rintronata. D’altra parte, ormai, ce la facevano vedere poco, c’era sempre uno staff che la proteggeva». In quello stesso 2009 aveva invano tentato un rilancio con l’album I look you.

La storia delle droghe però è vera.

Si faceva di crac. Da ultimo pare mischiasse cocaina, marijuana e psicofarmaci. Dopo il fallimento della tournée del 2010, s’era andata a disintossicare a Parigi. Poi c’era probabilmente ricascata: giovedì quelli dell’Abc dicono di averla vista in una discoteca di Hollywood disorientata e confusa. Altri cronisti hanno scritto che era ormai al verde, chiamava gli amici per farsi prestare cento dollari, l’Arista, la sua casa discografica, la teneva su anticipandole proventi futuri. Con l’Arista aveva firmato nel 2001 un contratto da 100 milioni per la realizzazione di sei album. Non è una cifra spropositata: in quell’anno la Houston aveva già venduto la maggior parte dei suoi 190 milioni di dischi, aveva già cantato l’inno dell’Olimpiade di Seul 1988 e vinto l’Oscar per la migliore canzone originale 1998.

Io me la ricordo al cinema.

Sì, con Kevin Costner, Bodyguard, 1992 in italiano “Guardia del corpo”. Un successo di pubblico e soprattutto della canzone I will always love you, cioè la colonna sonora di un film più venduta di tutti i tempi, con 42 milioni di copie. Ora sta per uscire Sparkle, storia di tre sorelle che tentano la carriera musicale negli anni Cinquanta.

Nella tragedia di questa donna non c’entrerà anche quel matrimonio sbagliato, quel marito che la picchiava?

Bobby Brown, rapper, padre di tre figli avuti con tre donne diverse, qualche guaio con la giustizia, di sei anni più giovane. La riempiva di botte, anche se una volta lei raccontò: «Contrariamente a quel che si crede, ero io che lo picchiavo». Gli amici dicono che di recente aveva cercato la pace convertendosi all’Islam.


cinema Gloria: programmazione film, gennaio 2012

lunedì 16 GENNAIO
spettacolo unico ore 21.00
Lars Von Trier

lunedì 23 GENNAIO
spettacolo unico ore 21.00
Céline Sciamma

lunedì 30 GENNAIO
spettacolo unico ore 21.00

Nicolas Winding Refn

da | Lunedicinema |.


Cinema Gloria di Como: programmazione dei film di febbraio 2012

i LUNEDì del CINEMA
cinema internazionale d’arte
16 gennaio/4 giugno 2012
Cinema Gloria via Varesina Como
Intero € 7  Ridotto € 6  Tessera 20 film € 70
www.lunedicinema.com
info@lunedicinema.com
Gentili spettatori
vi inoltriamo il programma del mese di febbraio segnalandovi un cambiamento di programmazione, con l’inversione delle proiezioni del 6 e del 27 febbraio. Rispetto al programma annunciato il film RESTLESS è spostato al 27 febbraio ed il film IO SONO LI anicipato al 6 febbraio.
Buona visione
6 febbraio
  IO SONO LI di Andrea Segre
Regia: Andrea Segre Sceneggiatura: Marco Pettenello, Andrea Segre Fotografia: Luca Bigazzi Montaggio:Sara Zavarise Musica: François Couturier. Interpreti: Zhao Tao, Rade Serbedzija, Marco Paolini, Roberto Citran, Giuseppe Battiston. Italia/Francia 2011. 96 minuti.
“L’idea del film nasce da due esigenze: da una parte la necessità di trovare in una storia, allo stesso tempo realistica e metaforica, il modo per parlare del rapporto tra individuo e identità culturale, in un mondo che sempre più tende a creare occasioni di contaminazione e di crisi identitaria; dall’altra la voglia di raccontare due luoghi importanti per la mia vita e molto emblematici nell’Italia di oggi: le periferie multietniche di Roma e il Veneto, una regione che ha avuto una crescita economica rapidissima, passando in pochissimo tempo da terra di emigrazione a terra di immigrazione”. Andrea Segre
13 febbraio
PINA di Wim Wenders
Regia: Wim Wenders Sceneggiatura: Wim Wenders Fotografia: Hélene Louvart Montaggio: Toni Froschhammer Colonna sonora: Thom Interpreti: Pina Bausch e la compagnia teatrale del Tanztheater di Wuppertal. Germania/Francia 2011. 106 minuti.
“No, non c’era nessun uragano che spazzava il palcoscenico c’erano solo… persone che danzavano, che si muovevano in modo diverso da quello che conoscevo e che mi commuovevano come mai nient’altro prima. Quella non era danza, né pantomima o balletto, e meno che mai opera. Pina è, lo sapete, la creatrice di una nuova arte. Il Tanztheater – teatro-danza. Il movimento in sé non mi aveva mai emozionato, lo davo per scontato. Uno si muove, e basta. Tutto si muove. Solo attraverso il Tanztheater di Pina ho imparato ad apprezzare movimenti, gesti, pose, comportamenti, il linguaggio del corpo e a rispettarli. Ogni volta che vedo una sua coreografia, anche per la centesima volta, resto come folgorato e ri-imparo che la cosa più ovvia e più semplice è anche la più commovente: custodiamo un tesoro nel nostro corpo! La capacità di esprimerci senza parole. E quante storie possono essere raccontate senza pronunciare una sola frase”. Wim Wenders
20 febbraio
FAUST di Aleksandr Sokurov
Regia: Aleksandr Sokurov Sceneggiatura: Aleksandr Sokurov Fotografia: Bruno Delbonnel Montaggio:Jörg Hauschild Interpreti: Johannes Zeiler, Hanna Schygulla, Georg Friedrich, Joel Kirby. Russia 2011. 130 minuti.
Mostra del Cinema di Venezia 2011 Leone d’oro Miglior film.
“Il “Faust” è l’ultima parte della mia tetralogia sulla natura del potere. I protagonisti dei tre film precedenti erano personaggi storici realmente esistiti. L’immagine simbolica di Faust conclude la galleria dei ritratti dei grandi “giocatori” che hanno perso le più importanti “partite” della loro vita. Tra questi ritratti il Faust sembra fuori posto, un eroe quasi da museo, un eroe letterario, che cosa ha in comune con le figure degli altri personaggi storici, portati al vertice del potere? L’amore per le parole a cui si crede con tanta facilità ed una patologica infelicità nell’esistenza quotidiana. Il male è riproducibile e ha una sua formula letteraria proposta da Goethe: “Le persone infelici sono pericolose”. Aleksandr Sokurov
27 febbraio
RESTLESS di Gus Van Sant
Regia: Gus Van Sant Sceneggiatura: Jason Lew Fotografia: Harris Savides Montaggio: Elliot Graham Scenografia: Anne Ross Costumi: Danny Glicker Musica: Danny Elfman. Interpreti: Mia Wasikowska, Henry Hopper, Jane Adams, Ryo Kase.
Stati Uniti 2011. 91 minuto.
“Una delle tecniche che utilizzo, e che ho sperimentato per la prima volta in “Milk”, è dirigere una performance senza dialogo degli attori, che si muovono sulla scena in silenzio, interiorizzando le battute ed esprimendo le loro emozioni solo con gli occhi e il volto. Abbiamo fatto una performance silenziosa per ogni scena. L’idea è che gli attori sentano l’energia tra loro e seguano il ritmo della scena; in questo modo emergono aspetti che non cogli o non capisci se ci parli sopra. A volte si ottiene la reazione migliore degli attori nelle performance mute. Anche se una scena prevede il dialogo, possiamo tagliare da qualcuno che sta parlando a un altro che non parla, e quel momento ‘non parlato’ è un bel momento, colto nella ripresa muta, che altrimenti non avresti avuto. Le riprese mute sono utili quando capisci che le parole non sono necessarie per spiegare la scena. Ci sono anche altre ragioni, ci aiuta molto nel montaggio, ma le giro perché di solito, da qualche parte, c’è bisogno che sia il silenzio a raccontare la storia”. Gus Van Sant

Jim Sheridan, filmografia – Wikipedia

Regista [modifica]

Sceneggiatore [modifica]

da: Jim Sheridan – Wikipedia.


Brothers: il dramma famigliare di Jim Sheridan, 2009

La storia è quella di due fratelli (MaguireGyllenhaal): quando il primo viene dato per morto durante una missione in Afghanistan, il secondo intraprende una relazione con la vedova del fratello, interpretata da Natalie Portman. Questo nuovo video è caratterizzato da una voce fuori campo che spiega la trama.

Questo remake della pellicola danese di Susanne BierNon desiderare la donna d’altri, uscirà nei cinema italiani il 23 dicembre.

da Brothers: il dramma famigliare di Jim Sheridan.


Noi due sconosciuti, di Susanne Bier, 2007

il marito muore dopo aver tentato di difendere una donna da un’aggressione. Rimasta sola con due figli, Audrey deve affrontare il terribile dolore della perdita, così decide di accogliere in casa sua Jerry, amico del marito con problemi di tossicodipendenza. I due instaureranno un rapporto che li costringerà ad unire i propri dolori, aiutandosi a vicenda per dare una svolta alle loro vite, alla difficile ricerca della felicità.

da Noi due sconosciuti (film 2007) – Wikipedia.


Susanne Bier: filmografia – Wikipedia

Regista [modifica]

da: Susanne Bier – Wikipedia.


Non desiderare la donna d’altri (Titolo originale Brodre/Brothers), di Susanne Bier, 2004

Michael parte per l’Afghanistan. Un giorno arriva una notizia che cambierà per sempre le loro vite: Michael è disperso sul campo e viene dichiarato ufficialmente morto. Incapace di accettare questa terribile verità, Sarah è consolata da Jannik che, contro ogni aspettativa, si dimostra in grado di assumersi la responsabilità della famiglia del fratello. Tra lui e Sarah si instaura un’attrazione impacciata e tenuta a freno ma irresistibile. Quando Sarah ha ormai compiuto l’elaborazione del lutto, Michael torna a casa, traumatizzato dalla prigionia e da un terribile accadimento di cui non riesce a parlare…

da: FilmUP – Scheda: Non desiderare la donna d’altri

 

Remake da questo film:

Brothers: il dramma famigliare di Jim Sheridan, 2009

 


Match Point di Woody Allen, Con Jonathan Rhys-Meyers, Scarlett Johansson, 2005

prologo del film
Ci sono momenti in una partita in cui la palla colpisce il nastro,

con un pò di fortuna lo oltrepassa e allora si vince, oppure no e allora si perde

l’ambizioso Chris è un tennista che ha rinunciato alla sua carriera e ora fa il maestro di tennis a Londra in un club di alto livello. Qui conosce il coetaneo Tom e sua sorella Chloe, che si innamora subito di lui e del suo apparente interesse per la cultura. Il ricco padre dei due lo inserisce nella sua attività finanziaria e il matrimonio si avvicina. Ma Chris, che ha conosciuto Nola, la fidanzata di Tom ne è rimasto irrimediabilmente attratto, quando la reincontra libera dal legame con il quasi cognato inizia con lei una relazione basata sulla passione. Il matrimonio avviene e Chloe desidera a tutti costi la maternità. A rimanere incinta è invece Nola che vuole che Chris lasci la moglie. Incapace di resistere alla pressione Chris escogita una via di fuga.

da Match Point – MYmovies


Uno Su Due, Eugenio Cappuccio, 2007

è un ambizioso avvocato trentenne che sta per fare il tanto sperato salto di qualità professionale. Tutto procede per il meglio finché un giorno, uscendo dal tribunale, sviene ed è ricoverato d’urgenza in ospedale. iene dimesso in attesa del responso di una biopsia. Le cose non sono più come prima: i rapporti con la fidanzata e il socio precipitano, mentre riscopre gli affetti della sua famiglia di origine, così come si intensifica la sua amicizia con il compagno di camera d’ospedale. Per aiutare quest’ultimo intraprende un viaggio in Umbria alla ricerca dell’unica figlia del suo amico. La nuova situazione lo aiuta Lorenzo a rimettere in discussione i suoi desideri e gli obiettivi per un futuro sospeso tra la vita e la morte

da Uno Su Due | Scheda del Film – Yahoo! Cinema


TartaRugosa ha letto e scritto di Pupi Avati (2010), Una sconfinata giovinezza, Garzanti, Milano

TartaRugosa ha letto e scritto di:

Pupi Avati (2010)

Una sconfinata giovinezza

Garzanti, Milano

C’è bisogno di un diario nelle situazioni  di smarrimento. Chicca, insegnante di Filologia medievale, ha bisogno di registrare il presente e il futuro perché Lino, il critico sportivo cui è sposata da venticinque anni, è malato di Alzheimer e questo cambierà la vita di entrambi.

A tavola, mentre stanno pranzando, già intuiamo i primi segnali di anomia, cui Chicca tenta di intervenire, cercando di aiutare Lino a recuperare la parola che manca. “Come si chiamano queste? Me.. Me …”“melanzane”. “E’ importante che ti sforzi, questo fa bene alla memoria”.

E se Chicca dovrà, giorno per giorno, adattarsi alle amnesie e ai mutanti disturbi di Lino, questi sarà alle prese con le pagine di un diario particolare, quello della memoria del passato che continua ad affiorare nelle nebbie dell’oggi.

Nel malato di Alzheimer ritornano le immagini più remote e Lino costantemente si trova di fronte a ricordi che probabilmente vorrebbe evitare: quello della morte dei genitori avvenuta per incidente di macchina, quello dei ragazzini che non subito lo accolgono bene quando arriva in campagna  a casa degli zii, quello dei primi approcci sessuali con una giovane adolescente che “muore” dopo un contatto ravvicinato con lui, quello di doversi separare dal cane Perché quando lascia la campagna e va studiare in città.

Veniamo a conoscenza della sua storia progressivamente, con delle retrospettive narrate che si incastrano nella vita del presente, dove la vita fluisce con imprevisti e colpi di scena.

La famiglia di Chicca è ricca e agiata. Suo fratello, neurologo, si accorge che qualcosa non va, ma rispetta il silenzio della sorella. Durante un pranzo di Natale, mentre soddisfatto per l’elevato numero dei componenti augura una buona continuazione della progenie, Lino mormora: “Vai a fare un culo”. Lui e Chicca non sono riusciti ad avere figli “in una famiglia in cui tutti figliano come conigli”.

Durante una trasmissione sportiva, Lino inizia i suoi commenti ma improvvisamente si blocca, si alza e se ne va. Nello studio dello specialista apprendiamo che: “Nella prima fase la terapia ha dato ottimi risultati, ma ora sta perdendo efficacia”. Ora i problemi iniziano anche presso il giornale con cui Lino collabora. “Lino inizia con la sua bella scrittura, ma poi divaga e parla della sua adolescenza” spiega il caporedattore. Chicca piange:

“Se smette di lavorare è morto. Dagli almeno l’illusione di continuare”.

Mentre si organizza una festa per i 40 anni di lavoro di Lino, succede un evento imbarazzante. Quando Lino, desiderando ringraziare anche Chicca per la sua presenza di moglie premurosa, perde i freni inibitori e approfondisce le sue avances in modo scurrile, la festa degenera e Lino, a casa, aggredisce e picchia Chicca accusandola di essere gelosa. Poi si accorge del suo comportamento e se ne duole, ma ormai è sopraggiunto anche il cognato: “La violenza è una manifestazione della malattia. Deve passare questa fase. Lascia questa casa”. Lasciamo Lino qui, ma tu che sei la sola in pericolo devi venire via con me. Devi anche sapere che farà di tutto per trattenerti, ma tu devi venire via”.

Il distacco è straziante. Lino: “Lo so che cosa ti ho fatto. Ti prego non te ne andare”. Non voglio che vai via”.

Arriva comunque il tempo del ritorno.

Una notte Chicca si sveglia e vede che Lino non è a letto con lei. Si alza e lo cerca. E’ alzato che ripassa le tabelline. Iniziano a dire la tabellina del due. Dopo qualche titubanza Lino risponde correttamente e riceve i complimenti.

Chicca al diario: “Lino sta diventando il bambino che non ho mai avuto. Oggi è mio e devo essere la sua mamma almeno fin quando non sarà scappato via”.

In un negozio di giocattoli compra un gioco semplice per la playstation, per bambini di 6 anni, eppure Lino non riesce a giocarci. “Giochiamo alla pista?” e insieme tirano fuori i tappi di bottiglia. Si divertono tantissimo, giocando per terra rannicchiati dentro la pista. Un gioco che ha accompagnato Lino bambino.

Ancora uno spaccato del passato. Invitato da Ida ad appartarsi in una stanza, Lino teme di averla uccisa perché ad un certo punto si lascia cadere a terra e non risponde più.  Lino scende i gradini della scala urlando che Ida è morta e quindi chiama l’amico che dice di essere capace di resuscitare i morti. L’amico accetta ma gli chiede in cambio il cane. Giungono al compromesso che Lino glielo presta. L’amico si chiude in camera con la ragazza e dopo un certo periodo escono insieme.

Questo episodio ha un’importanza centrale nel presente che si svolge.

Perché Chicca, uscendo di casa di malavoglia per andare ad assistere a un concerto del nipote che ha recentemente preso la patente, ha un incidente molto grave e viene portata via con l’autoambulanza – in cui sale anche Lino – a sirene spiegate.

Il grave infortunio di Chicca sconvolgerà ulteriormente la già precaria esistenza di Lino che, per affrontare l’accaduto, tenta disperatamente di porvi l’unico rimedio che la memoria dell’adolescenza gli propone: trovare l’amico che sa resuscitare i morti. Nelle vie tortuose della mente che si dissolve l’ancora di salvezza è la sopravvivenza di Chicca.

Lino parte per il paese dell’infanzia. Il taxista che dalla stazione lo porta davanti ad una casa di campagna reputa corretto intascare la grossa somma che Lino gli dà e mentre si intrattiene con la portinaia, Lino sale le scale.

Nerio è a letto disteso. Lino non lo riconosce, ma l’amico gli fornisce una serie di particolari tali per cui Lino si convince che è lui. Gli chiede del fratello Leo. Il taxista che lo ha raggiunto dice che Lino vuole uno che resuscita i morti. Per tutta risposta, Nerio accompagna Lino al cimitero e si fermano davanti alla tomba di Leo, che nel frattempo è morto.

Gli dice anche che da ragazzo Leo gli aveva fatto lo scherzo con Ida perché voleva il cane. In realtà Ida aveva fatto finta di cadere e di morire.

“Come faccio adesso?, chiede Lino “E il mio cane?”

“E’ morto anche lui. E’ andato sotto un camion”.

“Non è vero. Perché è un cane immortale”.

Se ne va mormorando “mi doveva ridare il cane. Lo vado a cercare”. Il taxista tenta di fermarlo. Fa freddo e fra un po’ diventa buio. Visto che Lino non lo ascolta prende il taxi e se ne va.

Qualche tempo dopo un’altra macchina si ferma davanti alla stessa casa di campagna. C’è Chicca col fratello. Ce l’ha fatta a salvarsi. Ma di Lino con c’è traccia.

In quel tempo senza tempo, dov’è Lino, scaraventato in un passato temporalmente irreale? Ma in quel passato che ritorna bisogna anche occuparsi dell’amato cane Perché.

“Perché. Vieni! Sono io, sono tornato a prenderti. Dai non avere paura. Vieni. E’ quasi notte. Vieni.” Fischia. “Non aver paura. Sono io”.

Il taxista spiega che l’hanno cercato per tre giorni, senza trovarlo. Chicca è sulla macchina. “Aspetta solo un attimo”. Scende e va verso la campagna. Poi torna alla macchina.

“C’è un bambino che scappa e la sua mamma si dispera perché non riesce a trovarlo. Dove vanno i bambini che scappano. Perché è così segreto e irraggiungibile quel luogo? E perché le loro mamme non sanno trovarli?”.

Da questo romanzo l’omonimo film con Fabrizio Bentivoglio e Francesca Neri


A.C.A.B., di Stefano Sollima, con Pierfrancesco Favino, 2012

Il film ACAB racconta le vicende dei tre poliziotti Cobra, Negro e Mazinga, che hanno più di 40 anni e militano nel VII Nucleo di Polizia, un reparto speciale mobile in prima linea contro ultrà, black bloc, No Tav etc.

Tratto da un libro di Carlo Bonini il film il cui titolo è l’acronimo di All cops are Bastards (tutti i poliziotti sono bastardi) racconta la storia di questo gruppo di poliziotti del reparto celere con toni duri e violenti, raccontando da un punto di vista diverso manifestazione ed eventi pubblici dentro il casco di un poliziotto.

da A.C.A.B. – Film (2012).


IN FUGA PER LA LIBERTA’, di Eva Gardos, 2001, con Scarlett Johanssen

Nel 1950, una coppia ungherese decide di lasciare il Paese oppresso dal regime comunista, per emigrare negli Stati Uniti. Partono insieme alla figlia maggiore, ma sono costretti a lasciare in patria la neonata Suzanne, affidandola a una coppia di amorevoli tutori. Sei anni dopo, la piccola si ricongiunge con i genitori a Los Angeles, dove, a causa del trauma subito, cresce sviluppando una personalità ribelle e insoffrente. Amata, paradossalmente, da quattro genitori e dalla nonna, riallaccerà tutti i suoi legami affettivi

 


Theo Angelopoulos, 76 anni, è morto a seguito delle ferite riportate dopo essere stato investito da una moto mentre attraversava una strada di Atene

Il regista Angelopoulos

Il regista Angelopoulos

Atene, 24-01-2012

Angelopoulos, 76 anni, Palma d’Oro a Cannes e Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia, era al porto di Atene quando è successo l’incidente. Il cineasta greco era stato ricoverato a causa di un’emorragia cerebrale, in un ospedale del Pireo dove era  dopo essere stato investito da un motociclista.

Figura emblematica del ‘Nouveau cinema’ greco a partire dagli anni ’70, Anghelopoulos ha conquistato la Palma d’Oro a Cannes nel 1998 con il film “L’eternita e un giorno”. Nella sua carriera ha realizzato una quindicina di pellicole, tra cui “Il passo sospeso della cicogna’ (1991) con Marcello Mastroianni e “Lo sguardo di Ulisse” (1995) iniziato con Gianmaria Volonte’ che mori’ durante le riprese.

Rainews24.it.


Non dirlo a nessuno, di Guillaume Canet, 2006

Alexandre Beck è un pediatra felicemente sposato con Margot Laurentin; ma la sua esistenza è sconvolta improvvisamente quando, una notte, lui e Margot vengono aggrediti da uno sconosciuto, che stordisce Alexandre e uccide barbaramente sua moglie. Otto anni più tardi, nell’anniversario della morte di Margot, Alexandre riceve una misteriosa e-mail contenente un video in cui sembra comparire Margot… in. Non dirlo a nessuno | Recensione – Film e Dvd

 

29 apr 2011  Decimo romanzo dello scrittore americano Harlan Coben (classe 1962), Non dirlo a nessuno interrompe la lunga serie dedicata a Myron 
www.spietati.it/z_scheda_dett_film.asp?idFilm=3630

Precious, 2009

Il film “Precious”  uscito nel  2009 e tratto dal romanzo di Sapphire dal titolo “Push – La storia di Precious Jones”  ha per protagonista l’ adolescente Clarice Precious  Jones ,  ragazza  dei quartieri degradati americani.

La vicenda si svolge …

presentazione del film qui: Precious | IN-FORMAZIONE.


Nettezza urbana, di Michelangelo Antonioni, 1948


Hotel Rwanda, di Terry George. Con Don Cheadle, Sophie Okonedo, Nick Nolte, Joaquin Phoenix, 2005

In Ruanda,all’inizio degli anni ’90, un milione di Tutsi e’ stato letteralmente massacrato dai rivali Hutu senza che la comunita’ internazionale facesse nulla, se non lasciare a poche forze dell’Onu il compito di un’interdizione di scarsa efficacia. Questa co-produzione anglo/italo/sudafricana lo ricorda con le forme proprie del cinema spettacolare.

Non si fa polemica in “Hotel Rwanda” ma si parla alla coscienza degli spettatori grazie alle vicende di uno ‘Schindler’ africano. Paul Rusebagina, un africano direttore di un Hotel della catena Sabena, riusci’ a salvare piu’ di 1200 persone grazie al coraggio personale e a un altruismo che gli impediva di veder morire la gente senza far nulla

PAUL RUSESABAGINA, l’albergatore che salvò in Rwanda milleduecento persone dal genocidio dei tutsi

RWANDA

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Rwanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.

Su una popolazione di 7.300.000, di cui l’84 % hutu, il 15 % tutsi e l’1 % twa, le cifre ufficiali diffuse dal governo rwandese parlano di 1.174.000 persone uccise in soli 100 giorni (10.000 morti al giorno, 400 ogni ora, 7 al minuto). Altre fonti parlano di 800.000 vittime. Tra loro il 20% circa è di etnia hutu. I sopravvissuti tutsi al genocidio sono stimati in 300.000. Migliaia le vedove, molte stuprate e oggi sieropositive. 400.000 i bambini rimasti orfani, 85.000 dei quali sono diventati capifamiglia. Autore del progetto di genocidio è l’Akazu, la “casetta”, il clan familiare del presidente Habyarimana, che ha mobilitato gli estremisti hutu del nord. Questi hanno affiancato all’esercito regolare dei gruppi d’attacco, gli interahamwe, “quelli che lavorano insieme”, reclutati tra la popolazione civile, li hanno armati ed incitati al genocidio. Tutti gli hutu sono stati chiamati al genocidio: chi non partecipava al “lavoro” era considerato un nemico, e quindi andava eliminato. Questa particolarità del genocidio rwandese è visibile anche dalle cifre: 20.000 circa sono considerati i pianificatori (militari, ministri, sindaci, giornalisti, prefetti, ecc,) ; 250.000 i carnefici, gli autori diretti dei crimini; 250.000 le persone implicate negli atti di genocidio.

tutta la scheda qui: http://www.gariwo.net/pagina.php?id=3498


Broken Flowers, di Jim Jarmusch. Con Bill Murray

Don Johnston, scapolo impenitente sulla sessantina, viene lasciato dalla sua ultima conquista. Contemporaneamente riceve una lettera anonima in cui una sua ex compagna gli rivela che il figlio ormai diciannovenne avuto da lui si e’ messo sulle sue tracce.

L’amico Winston, detective dilettante, lo spinge a chiarire il “mistero”. Don parte così controvoglia alla ricerca della possibile mittente. Avrà modo di confrontarsi con una parte del suo passato e di riflettere sul presente

segue qui: Broken Flowers – MYmovies.


LA VERSIONE DI BARNEY di Richard J. Lewis, 2010

 


Una canzone per Bobby Long, di Shainee Gabel. Con John Travolta, Scarlett Johansson, 2004

Nella New Orleans dei giorni nostri si consumano il dramma, la solitudine, le relazioni familiari di Bobby Long, alcolizzato ex professore universitario, Lawson, aspirante scrittore fallito, e Purslane, ragazza senza sogni, incontrata a causa della morte di Lorraine, madre odiata e donna che ha segnato indelebilmente la vita di Bobby

Trailer anche  qui 


VITA DA BOHEME, di AKI KAURISTAMI, 1992

Sono almeno una diecina, tra muti e sonori, i film ispirati al romanzo

(1847-49) di Henri Murger che nel 1896 fu messo in musica (La Bohème)

da G. Puccini su libretto di Illica e Giacosa. Il film del finnico A. Kaurismäki

è ambientato in una Parigi dei giorni nostri quasi astratta; i personaggi

sono artisti e poveri, ma tra i quaranta e i cinquanta anni, spesso

immigrati; invece di Puccini, musica di Mozart, valzerini francesi, voci di

Moulodji e S. Reggiani e una triste canzone giapponese per la morte di

Mimì. I fatti sono press’a poco gli stessi, ma privi di aura romantica,

raffreddati da una recitazione atonale e da un umorismo impassibile.

Citazioni a iosa e 2 comparse speciali: i registi Louis Malle e Samuel

Fuller. Impregnato di un’allegria da naufraghi che non esclude né dignità

né tenerezza.


LENINGRAD COWBOYS GO AMERICA, di AKI KAURISTAMI, 1989

 

Una band di strimpellatori nordici – di nero vestiti con occhiali neri alla

Blues Brothers, scarpe dalla punta incredibilmente allungata come il ciuffo

di capelli a trapano – vanno in America a cercar fortuna e l’attraversano

sino al Messico. Questo film di strada – comicità demenziale con una dose

di umorismo macabro diluita in un gran bicchiere d’indifferenza – è anche

una traversata della musica pop americana che abbraccia quasi tutto

l’immaginario musical-culinario della gioventù europea colonizzata

nell’anima dall’imperialismo culturale degli USA.


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